Di quali competenze e assetti organizzativi un Ets ha bisogno per partecipare a processi di co-programmazione e co-progettazione con la pubblica amministrazione per non limitarsi a una partecipazione formale?
Per partecipare in modo sostanziale e non meramente formale ai processi di co-programmazione e co-progettazione con la Pubblica Amministrazione, un Ente del Terzo Settore (Ets) deve dotarsi di un insieme integrato di competenze, assetti organizzativi e capacità relazionali, che gli consentano di svolgere un ruolo attivo nella definizione delle politiche pubbliche, e non solo di esecuzione di interventi.
In primo luogo, l’Ets deve essere in grado di leggere e interpretare i bisogni del territorio in modo strutturato, attraverso dati, evidenze e processi di ascolto qualificati. Questa capacità è essenziale per contribuire in maniera consapevole alla fase di co-programmazione e per assumere il ruolo di attore di policy, superando una partecipazione limitata all’attuazione di progetti già definiti dall’amministrazione.
Accanto all’analisi dei bisogni, risultano fondamentali le competenze di progettazione, in particolare la capacità di sviluppare progettazione partecipata, di lavorare per obiettivi e risultati e di rendicontare in modo adeguato. Senza tali competenze, la partecipazione dell’ETS rischia di ridursi a un ruolo consultivo marginale, privo di reale incidenza nei processi decisionali.
Le difficoltà che riscontrano gli enti, che si concentrano soprattutto su ambiti strettamente interconnessi (analisi dei bisogni, capacità di progettazione e capacità di rendicontazione), non incidono solo sulla partecipazione ai procedimenti di amministrazione condivisa, ma rappresentano snodi cruciali per lo sviluppo organizzativo complessivo degli ETS, poiché chiamano in causa competenze interne, assetti organizzativi e modalità di funzionamento che influenzano l’intera azione associativa.
La co-progettazione introdotta dalla Riforma del Terzo Settore, inoltre, pone richieste più ampie e in parte diverse rispetto al semplice “saper progettare”. Il procedimento prevede che, in risposta a un avviso di pubblica selezione, l’Ets presenti una proposta progettuale di servizio pubblico, che costituisce la base per l’avvio della fase partecipativa di confronto e condivisione con la Pubblica Amministrazione procedente. In questo passaggio, molti enti manifestano una certa impreparazione nel proporre servizi e interventi coerenti con i criteri propri dell’azione pubblica, quali universalità, parità di accesso, pubblicità e imparzialità, tendendo invece a presentare progettualità fortemente condizionate dalla propria esperienza specifica e dalla capacità interna di produzione di servizi.
In sintesi, solo un Ets che investe in competenze analitiche, progettuali e organizzative può partecipare alla co-programmazione e alla co-progettazione in modo effettivo, contribuendo realmente alla costruzione delle politiche pubbliche e evitando una partecipazione meramente formale.

