Come organizzarsi per garantire una rendicontazione analitica di un progetto, in un Ets, senza snaturare l’assetto contabile dell’ente?
Per garantire una rendicontazione analitica di progetti senza compromettere l’assetto contabile complessivo, gli enti del Terzo Settore (Ets) devono dotarsi di una specifica organizzazione contabile e di competenze adeguate, in grado di coniugare esigenze di trasparenza, tracciabilità e sostenibilità gestionale.
La rendicontazione dettagliata dei costi diretti e indiretti sostenuti nell’ambito di un progetto richiede, infatti, la raccolta sistematica di una documentazione contabile ampia e talvolta complessa. Sul piano operativo, ciò implica che ogni singola spesa debba essere imputabile, in tutto o in parte, a un centro di costo specifico, corrispondente al servizio o all’intervento oggetto della progettazione.
Questa modalità di gestione comporta un significativo impatto sull’organizzazione interna dell’ente. Anche per gli Ets più strutturati, articolare la contabilità su più centri di costo e gestire separatamente le relative registrazioni contabili risulta tutt’altro che semplice. Tale complessità rende spesso necessario l’investimento in competenze specialistiche in ambito contabile, attraverso la formazione del personale interno e/o il ricorso a professionisti esterni.

