Chi è disponibile, oggi, ad assumere incarichi di responsabilità in un Ets di fronte a contesti sempre più complessi e burocratizzati?
Gli enti del Terzo Settore (Ets) si trovano oggi ad operare in contesti caratterizzati da una crescente complessità organizzativa e amministrativa, che rende sempre più onerosa l’assunzione di incarichi di responsabilità gestionale. Da un lato, gli adempimenti amministrativi richiesti dal RUNTS, dall’altro quelli connessi alla realizzazione e gestione dei servizi, obbligano gli Ets ad accrescere in modo significativo le competenze dedicate ad attività di natura amministrativa e gestionale.
In particolare, la percezione di una progressiva burocratizzazione rende sempre più difficile attuare un efficace ricambio generazionale delle figure apicali di responsabilità.
Questo processo comporta un inevitabile spostamento di persone, risorse ed energie, in particolare in termini di tempo, dalle attività di missione e di servizio verso funzioni di supporto amministrativo. Se, come già evidenziato, tale difficoltà spinge molte organizzazioni a dotarsi in modo permanente di competenze professionali specialistiche, interne o esterne, modificando il proprio funzionamento e la propria struttura organizzativa, emergono al contempo effetti critici sul piano della governance.
In questo quadro, diventa centrale la capacità delle organizzazioni di avviare processi interni di riflessione e di rielaborazione condivisa. Dialogo, confronto, raccolta e analisi dei dati, formulazione di proposte e ulteriore confronto rappresentano passaggi indispensabili per costruire una comprensione profonda e aggiornata del significato dell’“essere Ets” e delle sensibilità che la compongono e la caratterizzano in uno specifico momento storico.
Ma come operare concretamente per sviluppare tale processo analitico? Il punto di partenza, per quanto possa apparire scontato, consiste nell’aprire e strutturare luoghi e occasioni di dialogo interno, finalizzati a promuovere un confronto franco e inclusivo tra i diversi livelli dell’organizzazione. Assemblee, gruppi di lavoro, momenti di restituzione e spazi di ascolto diventano strumenti fondamentali per far emergere bisogni, criticità e prospettive di cambiamento.
È in questa fase che gli organi apicali di governo sono chiamati a esercitare pienamente il proprio mandato, assumendo un ruolo attivo di indirizzo e accompagnamento del cambiamento, evitando di delegarlo esclusivamente a figure operative o a supporti esterni. Solo attraverso un coinvolgimento diretto e consapevole della governance è possibile rafforzare la capacità dell’ente di affrontare la complessità, rendere più sostenibile l’assunzione di responsabilità gestionali e ricostruire condizioni favorevoli per un effettivo ricambio generazionale.

