Il terzo settore italiano è attraversato da trasformazioni profonde, legate ai
mutamenti sociali e culturali degli ultimi decenni e accelerate da eventi recenti come la pandemia, la crisi
socio-economica e l’introduzione del Codice del terzo settore. In questo scenario complesso, gli enti del terzo
settore (ETS) sono chiamati a ripensare non solo le proprie attività, ma anche i modelli organizzativi, le
modalità di lavoro e la stessa idea di “essere organizzazione”.
È questo il punto di partenza del nuovo eBook di Cesvot “Sviluppo organizzativo negli enti del terzo settore”,
a cura di Fabio Lenzi e Alice Montioni, dedicato allo sviluppo organizzativo negli enti del terzo settore, che
nasce dall’esperienza di consulenza e accompagnamento maturata a fianco delle organizzazioni. Un percorso
che mette in luce domande, criticità e bisogni ricorrenti, legati alla capacità degli enti di adattare i propri
assetti interni ai cambiamenti in atto.
Dalla ricerca emerge come molti enti del terzo settore fatichino ancora a modificare modelli e processi
organizzativi tradizionali, spesso per la difficoltà di rivedere la propria cultura organizzativa e la visione di sé.
Una resistenza al cambiamento che rischia di compromettere la capacità di affrontare alcune delle sfide più
urgenti: il ricambio generazionale, la transizione digitale, la crescente esigenza di professionalizzazione e di
rafforzamento delle competenze manageriali.
Sotto la pressione degli adempimenti introdotti dalla Riforma e delle conseguenze della pandemia, molte
organizzazioni si limitano a introdurre innovazioni gestionali parziali, senza mettere in discussione i modelli
consolidati. Ne deriva una difficoltà crescente nel rispondere ai bisogni sociali, nel collaborare con la pubblica
amministrazione e, in prospettiva, nel garantire la propria sostenibilità.
L’analisi proposta dall’eBook approfondisce le principali sfide che rendono necessario il ripensamento degli
assetti organizzativi, il loro rapporto con le novità normative e i modelli oggi più diffusi, con un focus
particolare sulla gestione dei volontari. Il volume raccoglie inoltre le criticità emerse nei percorsi di
accompagnamento e propone delle faq di orientamento per supportare gli enti nei processi di cambiamento.
Le conclusioni evidenziano come la Riforma del terzo settore, pur non imponendo direttamente una
trasformazione organizzativa, abbia stimolato una riflessione diffusa sulla necessità di innovare strutture,
competenze, ruoli e responsabilità. Intervenire su questi aspetti significa favorire il ricambio generazionale,
rafforzare la capacità di collaborazione con la pubblica amministrazione e cogliere le opportunità della
digitalizzazione.
Il cambiamento, tuttavia, non può essere generato solo dall’alto. Per essere efficace, deve nascere da un
processo partecipato che coinvolga dirigenti, operatori, volontari e stakeholder. Ripensare l’organizzazione
significa infatti non solo modificare il “come si fa”, ma evolvere la cultura dell’agire associativo, orientandola
in modo sempre più consapevole alla realizzazione della missione.
In questo senso, lo sviluppo organizzativo rappresenta oggi una leva strategica per il futuro del terzo settore:
una sfida complessa, ma indispensabile per rafforzare la capacità degli enti di rispondere ai bisogni delle
comunità e contribuire allo sviluppo sociale.
La pubblicazione è disponibile per il download, previa iscrizione all’area riservata MyCesvot, a questo link.

