Sono 101.690 le persone si rivolgono in un anno alle associazioni del Terzo settore di Grosseto: famiglie, anziani, giovani, studenti, donne, persone con disabilità o in difficoltà economiche.
E' il quadro che emerge dallo studio condotto da Andrea Salvini, professore di Sociologia generale al Dipartimento di Scienze Politiche dell' Università di Pisa, che verrà presentato durante l'iniziativa “Lo Stato di salute del terzo settore nella provincia di Grosseto”, in programma il 12 giugno alle 16 nella Sala conferenze del Museo di Storia naturale (Strada Corsini, 5), organizzata dalla Delegazione Cesvot di Grosseto.
Porteranno i loro saluti Silvia Sordini presidente Delegazione Cesvot di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna sindaco di Grosseto, Francesco Limatola presidente Provincia di Grosseto, Carlo Vellutini Fondazione CR Firenze, Un rappresentante Regione Toscana.
Salvini illustrerà la Fotografia del terzo settore nella Delegazione Cesvot di Grosseto”, poi seguirà una tavola rotonda “Il terzo settore fra continuità e cambiamento” moderata dalla giornalista Clelia Pettini. Parteciperanno Don Enzo Capitani presidente Fondazione L’Altracittà, Roberto Cerulli governatore Misericordia Porto Santo Stefano e vicepresidente Federazione Toscana Misericordie odv, Simone Ferretti presidente regionale Arci aps, Sabrina Gaglianone presidente Associazione Olympia de Gouges aps, Daniela Giovannini volontaria Avo odv.
Le conclusioni sarano affidate a Silvia Sordini presidente Delegazione Cesvot di Grosseto.
“L’evento- afferma la presdente Silvia Sordini- è un ‘occasione per rinnovare l’interazione con la cittadinanza e fornire uno spazio di confronto tra volontari , cittadini e Enti Pubblici. Valorizzare le sinergie delle realtà locali e l’attività di volontariato in tutta l’area provinciale è azione propedeutica alla promozione di processi di coprogrammazione e coprogettazione , in un’ottica di benessere per tutta la comunità”.
Seguirà apericena al Bar QB - piazza Pacciardi
Per informazioni: 0564 418447 - area.sud@cesvot.it
Dati
Poco più di un terzo degli ets grossetani opera nel settore "cultura, sport ricreazione" (38,5%), il 22% in sanità, il 14,3% in "assistenza sociale e protezione civile".
Il 39% degli ets svolge attività culturali e artistiche, il 33,5% attività ricreative e di socializzazione. Il 15,9% segnala "altri servizi sanitari" (di tipo non specialistico, dunque) e l'11% servizi di assistenza sociale.
I principali destinatari di tali attività sono le famiglie (35,7%), gli anziani (23,1%), i giovani (27,5%), ma soprattutto la collettività in generale (44%); seguono, poi, gli studenti (13,7%), le persone con disabilità (11%) e le donne (11%).
Per il 23,6% degli ets, i volontari della propria organizzazione sono aumentati e per il 27,6% sono diminuiti, mentre per il 48,9% sono rimasti immutati (si tratta del valore percentuale di stabilità dei volontari più alto tra le Delegazioni dopo quello di Massa Carrara).
Il 22,5% dei rispondenti dichiara che le dinamiche relative all'aumento dei volontari si devono al fatto che le attività "coprono gli interessi di ampie fasce di popolazione" - un dato leggermente inferiore rispetto alla media regionale. Per il 35,2% l'aumento è dipeso dalle "campagne di sensibilizzazione e comunicazione", e per il 9,9% dall'aver "attratto nuovi volontari giovani e garantito il ricambio generazionale".
Esplorando, invece, l'opinione dei rispondenti circa le ragioni del calo dei volontari, il 14,6% dichiara di non riuscire a garantire il ricambio generazionale, mentre il 23,2% afferma che alcuni volontari senior /adulti hanno lasciato l'organizzazione. Il 15,9% segnala difficoltà nel fidelizzare i volontari.
Il 41,1% degli ets ha partecipato, nel 2024, ad attività di formazione organizzate da Cesvot, e il 60,1% dichiara di conoscere il Cesvot "molto bene": di questi 1'83,7% ha usufruito di almeno un servizio offerto dal Centro”.

