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Legge regionale 53/2021: disposizioni per il funzionamento del Runts

Mercoledì 12 Gennaio 2022

Di Luca Gori, ricercatore in diritto costituzionale, giurista e docente alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

Con la legge regionale 28 dicembre 2021, n. 53, la Regione Toscana pone un altro tassello fondamentale dell’attuazione della riforma del Terzo settore. La legge, infatti, intitolata Norme per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di Registro unico nazionale del Terzo settore in Toscana contiene le disposizioni necessarie per l’organizzazione ed il funzionamento del RUNTS nella Regione Toscana.

Il Registro unico nazionale del Terzo settore, previsto dal Codice del Terzo settore, è stato istituito con il decreto ministeriale n. 106 del 2020 ed è operativo dal 23 novembre 2021. Ciascuna Regione è responsabile della “gestione operativa” del Registro attraverso un «ufficio regionale» del RUNTS (art. 48 Codice Terzo settore).

La Toscana è intervenuta con legge (altre Regioni, invece, hanno operato esclusivamente sul piano amministrativo, attraverso delibere di Giunta regionale o atti dirigenziali). Ciò è dovuto al fatto che la Regione ha scelto di mantenere una organizzazione “decentrata” a livello dei comuni capoluogo di provincia e città metropolitana di Firenze.  

Infatti, sebbene l’Ufficio regionale del RUNTS operi a livello regionale ed eserciti tutte le funzioni che la legge gli attribuisce (elencate all’art. 3 della legge), tutta l’attività istruttoria connessa alle funzioni amministrative è svolta avvalendosi dei comuni capoluogo e della Città metropolitana di Firenze. Ciò significa che, fermo restando la natura esclusivamente telematica del Registro (come ribadito dall’art. 5 della legge), l’interlocuzione fra quest’ultimo e gli ETS sarà gestita, nella fase istruttoria, dai Comuni capoluogo e dalla Città metropolitana di Firenze, come già oggi è previsto per i registri ODV e APS.

Si tratta di una scelta che è stata motivata con l’esigenza di mantenere una storica connessione fra la dimensione dei territori provinciali, quella regionale e quella nazionale al fine di evitare una eccessiva lontananza fra il singolo ETS che intende iscriversi o si è iscritto e l’infrastruttura informatica. Ciò, inoltre, dovrebbe comportare, almeno nelle attese, un alleggerimento del carico pendente sull’ufficio regionale e la sua ripartizione sulle singole realtà municipali capoluogo o sulla città metropolitana. Inoltre, l’attuale fase di trasmigrazione automatica dovrebbe risultare, almeno in parte, facilitata dal fatto che i soggetti attualmente gestori dei registri ODV e APS sono i medesimi che, nel quadro della nuova disciplina, cureranno la verifica degli statuti, l’interlocuzione con gli enti ai fini dell’adeguamento e, infine, l’iscrizione.

Alla Giunta regionale spetta adottare indirizzi per il coordinamento dell’avvio delle attività e per la gestione ordinaria dei compiti, nonché per garantire l’uniforme applicazione sul territorio regionale delle disposizioni in materia di Registro Unico Nazionale del Terzo settore, anche attraverso la sottoscrizione di specifici accordi (ad es., con le reti associative o con il Centro servizi per il volontariato accreditato, ai sensi dell’art. 5 della legge n. 65 del 2020), nel quadro delle funzioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Si tratta di un passaggio fondamentale per garantire l’omogenea applicazione della disciplina normativa a livello regionale: saranno così fondamentali momenti di raccordo, confronto e disamina dei problemi che, in concreto, gli ETS della Regione Toscana potranno affrontare.

Ai sensi del Capo III della legge n. 53 del 2021, inoltre, passano all’ufficio regionale del RUNTS i controlli sulle fondazioni del Terzo settore (che escono così dal controllo previsto dal D.P.R. 361 del 2000) e tutti i controlli previsti dall’art. 93 del Codice del Terzo settore sugli enti del Terzo settore. Quest’ultimi – conviene ricordarlo – hanno un ampio spettro e riguardano la sussistenza e la permanenza dei requisiti necessari all'iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore; il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale; e l'adempimento degli obblighi derivanti dall'iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore. In sostanza, è oggetto di controllo ogni momento della vita dell’ente, sin da quando manifesta l’intenzione di accedere al RUNTS, sia poi nel corso dello svolgimento della propria attività.

L’art. 8, c.2 della L.R. 53 del 2021 stabilisce che la Regione può coinvolgere le reti associative nazionali ed i Centri servizio per il volontariato accreditati mediante specifici accordi per lo svolgimento dell’attività c.d. di auto-controllo. Per autocontrollo si intende l’esercizio della funzione pubblica di controllo sugli ETS da parte di una rete associativa o di un CSV rispetto ai propri associati. Al fine di rendere operativa questa modalità, il Codice del Terzo settore prevede l’adozione di un decreto ministeriale (ancora non adottato) che definirà le condizioni per il rilascio dell’autorizzazione alle reti associative nazionali ed ai CSV «in possesso dei requisiti tecnici e professionali (…) tali da garantire un efficace espletamento delle attività di controllo».

Nulla muta, per il momento, per le Onlus. Esse, infatti, continuano ad essere disciplinate dal d.lgs. n. 460 del 1997 ed iscritte all’anagrafe regionale delle Onlus, almeno fino a quanto non sarà definita l’entrata in vigore delle misure a carattere fiscale e la conseguenze cessazione del regime Onlus. I controlli sulle Onlus già iscritte, quindi, continueranno ad essere svolti dall’Agenzia delle entrate. Si ricorderà, infatti, che dal 23 novembre 2021 non è più consentita l’iscrizione alla relativa anagrafe.

Nel complesso, quindi, la L.R. 53 del 2021 costituisce un nuovo tassello dell’attuazione del Codice del Terzo settore e della riforma del Terzo settore nella Regione Toscana. Esso richiede, proprio per la delicatezza delle funzioni che disciplina, il massimo grado di collaborazione fra tutti i livelli di governo ed i soggetti, pubblici e privati, investiti della missione di “interesse generale” di consentire la crescita ed il consolidamento del Terzo settore toscano.

 

 

 

 

 

 

 

 

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