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Giorno dopo giorno si avvicina la partenza, ma per noi tutto è ancora avvolto nella bruma del sogno. Un anno in Turchia!

Da quando ci siamo innamorati di questo progetto Sve, il tempo è diventato una trincea di attesa e speranza. Ora quel miraggio dai contorni sfumati intravisto come da un binocolo sei mesi fa si è materializzato davanti a noi, e non ci resta che scaricare tutto lo slancio accumulato durante questa lunga rincorsa in uno spettacolare tuffo carpiato.

Il nostro è infatti un trampolino di lancio che non si trova tutti i giorni: abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in Francesca e Mohammed – referenti Sve rispettivamente per la sending organization (Cesvot - Italia) e la hosting organization (Bugday - Turchia) che hanno predisposto la nostra pista di decollo nel migliore dei modi perché, fin dall’inizio, estremamente disponibili ad ascoltarci, guidarci e occuparsi di tutte le pratiche necessarie a realizzare il nostro desiderio di partecipare allo Sve.

Sin dal nostro primo colloquio via Skype con l’associazione ospitante, la condivisione dell’ideale ecologico si è affermata come presupposto fondamentale per la partecipazione attiva al progetto, che prevede il nostro coinvolgimento nelle attività di produzione agricola, educazione ambientale e riscoperta della vita rurale. Ci siamo così resi subito conto di condividere con Mohammed l’idea che lo Sve rappresenta un’esperienza totale di incontro e scambio, in cui tutte le persone coinvolte si arricchiscono reciprocamente collaborando per il raggiungimento di un obiettivo comune.

È sorta perciò spontanea la decisione di concentrarci su questo progetto perché quello più rispondente ai nostri interessi, alle nostre capacità e per  la possibilità di avere, fin da subito, un rapporto diretto e personale con l’organizzazione ospitante.

Anche la scelta dell’associazione d’invio si è rivelata praticamente automatica: dopo numerose risposte superficiali e affrettate, Francesca – la nostra tutor del Cesvot – si è presentata come un’inaspettata ancora di salvezza, non solo insostituibile dal punto di vista professionale, ma soprattutto attenta e sensibile all’aspetto umano.

Sebbene non siamo ancora partiti, il solo appassionarci al progetto e la condivisione con altri di interessi, ideali e prospettive di vita ci ha già aperto la mente e le aspettative future verso ampi orizzonti, che l’anno di Sve in Turchia non potrà fare altro che arricchire.

Infine, qualche consiglio a chi è interessato allo Sve: cercate con fiducia sul web fino a trovare un progetto Sve su misura per voi, indirizzate la ricerca in base alle vostre attitudini e aree di interesse pensando a quello che vi piacerebbe fare e imparare piuttosto che alla zona geografica. Cercate il contatto diretto sia con l’organizzazione d’accoglienza che di invio: il confronto diretto facilita qualsiasi iter. Mantenete alto l’entusiasmo e il piacere della scoperta e comunque vada sarà stata un’esperienza positiva, utile e propedeutica per il futuro.

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