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L'invito del nostro esperto di comunicazione sociale per un Natale in cui le associazioni si rimettano al centro della narrazione.

Sembra un paradosso rileggere oggi le campagne per le feste del 2019. Quest’anno il Natale insieme sarà un miraggio e così anche le associazioni - già stremate dagli effetti della pandemia - non avranno neppure questa occasione per un momento comunitario, identitario e di relazione. Niente banchetti, niente cene sociali, niente raccolte fondi e niente momenti di convivialità che servono a tenere insieme le persone.

Anche queste azioni facevano del Natale la celebrazione che tutti ricordiamo e rimpiangiamo, e non è quindi un dramma soltanto familiare, quanto invece sociale. Tutte le associazioni in questo periodo approfittavano per raccogliere fondi necessari ai loro progetti, ed ora si trovano nella assoluta impossibilità di farlo. Può quindi la comunicazione aiutarle in qualche modo?

Io dico di si, soprattutto se evitiamo di stare in silenzio perché non possiamo chiamare a raccolta i nostri amici, gli associati, gli enti. Il silenzio di comunicazione non è un obbligo derivato dalle restrizioni covid, ma diventa un disastro pandemico se lasciamo che le restrizioni annientino anche l’unico strumento che può arrivare distante nel contatto, la nostra voce.

Anche se non possiamo toccarci, anche se dobbiamo vivere distanziati, possiamo usare la voce (e per estensione, i social networks e tutto il mondo del digitale): se non avete iniziative - e non le avete - inondate quindi le vostre pagine Facebook di simboli del Natale (anche con le vostre vecchie locandine), e nel testo scrivete che l’associazione c’è, che sempre di più ha bisogno di aiuto, di sostegno, di vicinanza.

Jim Morrison scrisse "Questa notte non può durare in eterno, perché fra poco arriverà il mattino” (e aggiungeva “ammesso che ci sia un domani”). Noi siamo certi che il domani arriverà, e che solo il silenzio allunga la notte, quindi … fate rumore. Indirizzate le persone al vostro sito, chiedetegli di guardare i vostri progetti, proponetegli un incontro al telefono, un contatto via mail, tutte le forme moderne della comunicazione. Non state in silenzio, aspettando che passi la nottata, perché la nottata non passerà così velocemente.

Fate quello che avete sempre fatto, anche se solo virtualmente: rimettetevi al centro della narrazione del Natale, come quando per le piazze ed i borghi le famiglie si fermavano a comprare la stella o il panettone solidale o gli addobbi natalizi sui vostri banchetti. A questo giro tutte queste cose non le potete fare, ma potete comunque aiutarci a ricordare i veri valori del Natale, che nessuna distanza fisica cancella.

Alla prossima … e fate pubblicità.

 

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