Home

Rapporto tra generazioni e invecchiamento attivo, i temi dei film in gara ad Arezzo

Noi siamo ciò che non siamo


Reduci da una bella serata in compagnia di Mariano Bianca, professore ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena - a cui abbiamo rubato la frase che dà inizio a questo nostro scritto - ci piace poter disquisire sommariamente su ciò che l’Arte aiuta a comprendere di noi stessi.

E’ l’Arte capace veramente di svelare ciò che di profondo giace nelle nostre coscienze oppure l’Arte è opera che si distacca dalle forme del reale? Noi crediamo che l’Arte, quella che permane, abbia la forza di penetrare dentro i sentimenti e di aiutarli ad emergere dal profondo. E quando tutto questo accade, noi ‘diventiamo ciò che non siamo’, diventiamo anche ‘l’altro’, ci trasformiamo in una moltitudine di esseri che finiscono per appartenerci e verso i quali cominciamo a nutrire un sentimento di ‘comprensione’. L’Arte ci aiuta a comprenderci.

Il Festival Italiano del Cinema Sociale, manifestazione ideata e sostenuta dalla Delegazione Cesvot di Arezzo giunta alla 5a edizione, conduce in avanti il desiderio di sensibilizzazione nei confronti dei vari aspetti della realtà sociale che, attraverso i linguaggi cinematografici (fiction e documentari), vengono presi in esame e sottoposti alla riflessione personale di coloro che vorranno fruire di queste particolari modalità espressive e comunicative.

I film in concorso nella quinta edizione, che si svolgerà dall’11 al 18 novembre al Teatro Pietro Aretino di Arezzo, mettono al centro della narrazione il rapporto tra le generazioni e l’invecchiamento attivo: storie di padri e figli, giovani e anziani che si incontrano (e a volte si scontrano) nel tentativo di trovare una comune appartenenza e corrispondenza di sentimenti. Storie forti, emozionanti, toccanti che (ne siamo sicuri) nel buio della sala cinematografica ci ricorderanno quanto abbiamo disimparato a comunicare a chi ci sta accanto ciò che realmente dovremmo essere: anime in comunione destinate ad evolversi nella fratellanza e nell’amore.

Il tempo che stiamo vivendo ci spinge verso il distacco da ciò che rende veramente forte una comunità: la cura e il sostegno reciproco tra le persone. Ed allora, anche un evento come quello voluto dalla delegazione aretina, può contribuire a stimolare una partecipazione attiva verso ambiti del sociale che richiedono costantemente e urgentemente un sostegno attivo, capace di migliorare le condizioni esistenziali di una moltitudine di individui.

Quest’anno all’interno del Festival anche il concorso “C’è tutto un mondo intorno” rivolto alle scuole secondarie di secondo grado per una produzione audiovisiva ispirata a tematiche sociali. Scadenza 31 ottobre 2012.

 

Fernando Maraghini e Maria Erica Pacileo sono i direttori artistici del Festival Italiano del Cinema Sociale.

×