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In questo numero affrontiamo il tema della violenza alle donne dando spazio a quelle esperienze che parlano, trattano, curano, ascoltano, riabilitano gli uomini maltrattanti, ed a quelle associazioni di soli uomini che ritengono che “la violenza alle donne sia un problema che li riguarda”. Per questa volta lasciamo sullo sfondo le vittime ed il loro dramma.

E' un punto di vista nuovo, delicato, pochissime sono in Italia le esperienze che lavorano in tal senso. E'un percorso la cui elaborazione nasce in alcuni centri antiviolenza e in qualche gruppo di uomini, ben visto dalla maggior parte dei movimenti femministi, una nuova frontiera che attribuisce all'ascolto ed alla ri-educazione degli uomini violenti un ruolo determinante nel contrasto alla violenza sulle donne.

Era il 2007 quando l'associazione Artemisia partecipò al bando “Percorsi di Innovazione con un progetto per la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione rivolta agli uomini maltrattanti e per l'attivazione di momenti di ascolto. Tre anni fa quel progetto era solo “un'ipotesi di lavoro con i maltrattanti”.

Oggi, da quel primo progetto sperimentale che Cesvot sostenne per neanche 18mila euro, è nato Cam, Centro di ascolto Uomini Maltrattanti che, da novembre scorso, si è costituito in associazione. Cam è operativo, ha un bellissimo sito di servizio ricco di materiale informativo intelligente ed innovativo ed è già un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale.

Certo le esperienze di questo genere sono ancora poche e pochi sono gli uomini che si adoperano a contrastare la violenza alle donne, che si impegnano a sviluppare - come dice Stefano Ciccone – una riflessione critica e collettiva sui modelli dominanti di mascolinità.

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