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width=300Il 18 aprile scorso si è svolto a Firenze l'evento “Cantieri di Solidarietà” organizzato da Cesvot e Cnv all'interno del progetto “Scuola & Volontariato 2010-2011”. Giovani studenti provenienti da tutta la regione si sono confrontati sui temi dell'integrazione, del consumo critico, del disagio sociale, delle discriminazioni.

La società di oggi è dominata dalla precarietà e dalla “liquiditànelle relazioni: se ieri le associazioni erano parte strutturale della nostra esistenza e della nostra identità, oggi non è più così: fatta salva la loro importanza sociale è comunque cambiato profondamente il modo di fare volontariato.

Dobbiamo raccogliere questa sfida del tempo di oggi e farci trovare pronti perché, a differenza di ciò che sentiamo spesso e impropriamente ripetere, i ragazzi nelle associazioni ci sono… con la testa, con il cuore e con le braccia.

È cambiato però il modo di intendere l'appartenenza associativa: i giovani sono infatti più dinamici, hanno voglia di esperienze diverse, chiedono di sperimentare cose nuove, quindi si spostano da un'organizzazione all'altra, da un settore all'altro, dal mondo virtuale a quello reale. Il mondo giovanile e quello associativo continuano ad incontrarsi, condividono esperienze, idee… a volte si scontrano, ma sono sempre in contatto.

Credo molto nell'effetto di “moltiplicatore sociale” che possono avere le attività svolte dalle nostre associazioni di volontariato: quindi è fondamentale riuscire ad accompagnare le organizzazioni in percorsi di coinvolgimento di giovani e studenti all'interno delle loro attività.

I giovani possono portare innovazione e progettualità, imparando anche da coloro che all'interno delle associazioni negli anni passati hanno lavorato per migliorare il territorio e le comunità. Dobbiamo accogliere senza pregiudizi, dobbiamo saperci confrontare con le novità, dobbiamo essere capaci di metterci in discussione, se necessario.

D'altra parte le nostre associazioni sono sempre state pioniere nell'accogliere le sfide del cambiamento sociale: sono sicuro che risponderanno anche oggi, di fronte alla sfida che i ragazzi, con le loro idee e il loro modo di vedere il mondo, ci pongono.

Un'ultima nota la voglio dedicare all'Europa. Oggi non è più possibile, nemmeno per il volontariato, riflettere e progettare senza far riferimento al contesto europeo. Su questo le nostre associazioni non sono ancora pronte ed attrezzate. I giovani, invece, è da anni che, attraverso la loro mobilità, ragionano da cittadini europei. Ed ecco allora un invito proprio rivolto a loro: aiutateci a pensare globalmente ed a comprendere l'Europa. Anche in questo il contributo dei giovani può essere determinante per il futuro del volontariato toscano.

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