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L’associazione è in prima linea con numerose attività pensate per supportare i genitori single, i “GenGle”

L’associazione GenGle nasce a Firenze nel 2016 per creare una rete di aiuto reciproco dei genitori single.
L’associazione si evolve innanzitutto come portale e social network per dare risposta al bisogno di supporto delle famiglie monogenitoriali , offrire uno spazio di confronto dove fare crescere nuove relazioni sociali per realizzare un sostegno reale a partire da uno strumento virtuale. La parola GengGle nasce dalla fusione delle parole “genitori” e “single”.

GenGle propone diverse tipologie di attività e servizi per i suoi iscritti, tutte finalizzate a creare una rete di supporto e vicinanza mirata a favorire la partecipazione attiva, stimolare e liberare le potenzialità di ognuno.

Le attività non si sono mai fermate neanche durante la pandemia e proprio in questi giorni sono in movimento diverse iniziative in cui GenGle è coinvolta con particolare attenzione ai diritti delle donne, e alla parità di genere. Delle attività di Gengle e dei progetti in corso abbiamo parlato con la presidente Giuditta Pasotto.

Pronto Soccorso emotivo

“Sappiamo cosa significa percepire isolamento, ansia, incomprensione, incertezza e confusione e non riuscire ad aprirsi con l’altro, sommersi dal ritmo della vita quotidiana. Sappiamo cosa possono fare l’empatia e l’ascolto. Tra le nostre attività più importanti segnalo il nostro servizio di ascolto gratuito “Pronto soccorso emotivo”, che nasce dall’esigenza che abbiamo registrato, sempre più in questi mesi, di offrire uno spazio di sfogo senza filtri, dedicata a genitori separati o in fase di separazione. Il numero è 055 – 0080 – 100 e i volontari rispondono dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 15 e dalle 19.30 alla mezzanotte. Chi chiama può essere certo di trovare una voce amica e di parlare in libertà. Se dovesse inoltre esserci bisogno di supporto, la telefonata potrà essere inoltrata ad un professionista”.

La chat per teenager

“Raccontare le proprie esperienze, trovare uno spazio sicuro dove sfogarsi ma anche sdrammatizzare, mettere in ordine i propri pensieri grazie a una chat whatsapp. Questo servizio lo abbiamo pensato per i figli dei “Gengle”, che preferiscono confrontarsi in chat e non al telefono. Si scrive al numero 351.82.99.498 e dall’altra parte, risponde un educatore socio-relazionale”.

EduGengle

“L’attività di supporto scolastico Gengle nasce dalla volontà di provare a garantire ad ogni famiglia che ne abbia bisogno la possibilità di far accedere i propri figli a percorsi educativi importanti, ma spesso costosi. I nostri  percorsi di potenziamento riguardano gli alunni con bisogni educativi speciali (BES) e disturbi dell’apprendimento (dislessia – disgrafia – disortografia e discalculia) (DSA). Il nostro obiettivo è quello di aiutare a trovare un metodo di studio personalizzato che renda gli alunni indipendenti. Per noi è fondamentale curare il rapporto anche con genitori e insegnanti”.

Fattore Cv

“Abbiamo realizzato un percorso di formazione dedicato alle persone alla ricerca di un nuovo lavoro dando un orientamento, consigli per presentarsi al meglio, riappropriarsi del proprio potenziale per recuperare fiducia in sé e affrontare con serenità questo cammino che spesso scatena profonde fragilità”.

I supporti più richiesti nel 2020

“Il 2020 abbiamo effettuato tanti servizi di supporto a domicilio durante il periodo covid organizzandoci per aiutare le persone in isolamento che non potevano andare in farmacia, a fare la spesa, a portare fuori il cane, questo è stato primario e per questo ci siamo organizzati ma immediatamente dopo il supporto psicologico del nostro Pronto soccorso emotivo è quello che maggiormente è stato richiesto nel 2020”.

Donne e diritti

“Più welfare e meno bonus, è quello che chiediamo. La maggiore criticità che abbiamo riscontrato per le donne gengle è legata al lavoro, non solo al fatto di ritrovarlo, tante lo hanno perduto, ma anche aiuto per essere guidate nel reinserimento, trovare appoggio e informazioni utili per reagire.

Uno dei maggiori problemi che abbiamo incontrato in questi mesi è nella capacità di progettazione per uscire dall’indeterminatezza. Pensiamo che le risposte debbano essere chiare, facilmente reperibili. La pandemia ha accelerato discriminazioni di genere ancora irrisolte e per questo abbiamo subito dato il nostro appoggio alla campagna nazionale di Giusto mezzo, che si ispira all’iniziativa europea Half of it, di cui siamo firmatari.

Giusto mezzo è un gruppo di donne della società civile che si è formato durante i mesi di pandemia, costruendo da subito azioni con diversi gruppi di lavoro, con attenzione ai bisogni di bambine e bambini, centralità delle competenze femminili nel mercato del lavoro, servizi alla persona, importanza delle necessarie infrastrutture sociali. La campagna ha elaborato anche una lettera con proposte precise sugli investimenti del Recovery Fund e lanciato una petizione che ad oggi ha raccolto oltre 56mila firme.

 

Foto di Ennio Figini - Progetto Fiaf CSVnet - Tanti per tutti viaggio nel volontariato italiano

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