Nel centro di Firenze, in via Fiesolana 2b, alle spalle del Duomo, c’è uno spazio che da oltre quarant’anni custodisce storie, pensiero e relazioni tra donne. Dal 1980 al giugno 2018 è stata la casa della storica Libreria delle Donne di Firenze; dal 28 ottobre 2018 è diventata Biblioteca Femminista, riaperta dall’Associazione Fiesolana 2b per non disperdere un’eredità culturale e politica preziosa, per provare a diventare uno spazio di pensiero del femminismo intersezionale.
Oggi la biblioteca conta più di 3mila volumi, oltre a riviste e materiali d’archivio italiani e stranieri, edizioni rare e testi di particolare pregio, tra cui alcuni provenienti anche dal gruppo di Carla Lonzi. Il patrimonio si è formato nel tempo grazie ad acquisti e numerose donazioni: sono molte le persone, da Firenze e da altre città, che scelgono di affidare alla biblioteca i libri di famiglia, condividendo così la tradizione femminista di madri, amiche e sorelle e permettendo a quelle storie di continuare a circolare. Un patrimonio che vive ed è valorizzato, grazie all’impegno volontario di circa 60 socie, una ventina delle quali si alternano per garantire l’apertura della biblioteca il martedì e il giovedì (10–13 e 15.30–18.30, escluso agosto). Il fondo della Librerie delle Donne, invece, è custodito e valorizzato presso l’Archivio storico comunale, la Biblioteca delle Oblate e la Camera di Commercio.
Abbiamo raccolto la testimonianza di Lea Fiorentini, presidente dell’associazione Fiesolana 2b per raccontare l’importanza di questo spazio per la comunità fiorentina.
| Anteprima dati Rilevazione Cesvot 2025 sugli ets in Toscana Dal punto di vista dei settori di attività, la distribuzione degli ets a prevalenza femminile non differisce radicalmente dalla media. Emergono però alcune specificità significative: le organizzazioni con più volontarie sono mediamente più presenti nel settore dell'istruzione e ricerca (6,4% contro 3,8% degli ETS a prevalenza maschile), in quello ambientale (6,1% contro 5,6%) e in quello filantropico e di promozione del volontariato (4,6% contro 2,3%). Si tratta di settori ad alto valore civico e culturale, ma storicamente meno dotati di risorse economiche e meno raccordati con i meccanismi istituzionali di finanziamento. Ancora una volta, il dato settoriale si sovrappone a quello dimensionale: le donne presidiano ambiti fondamentali per la coesione sociale, ma in condizioni strutturalmente più fragili. 251 ETS con destinatarie donne (9% del totale) 50% ETS con più volontarie che volontari 56.807 volontarie dichiarate totali (vs 57.503 uomini) 45 volontari medi negli ETS a prevalenza femminile (vs 60 maschili) |
Uno spazio che attiva percorsi
“La Biblioteca Femminista non è solo un luogo di consultazione e prestito: è un laboratorio permanente di incontri, gruppi di lettura, corsi di scrittura, storia dell’arte, percorsi di autoconsapevolezza e autodeterminazione, presentazioni di libri e mostre. È uno spazio che accoglie donne di diverse generazioni, di diverse culture e con diversi livelli di istruzione, spesso alla ricerca di un po’ di femminismo nelle loro vite.
C’è chi entra per cercare un libro e ricomincia a studiare dopo anni di pausa. C’è chi, ascoltando una storia in un gruppo di lettura, trova il coraggio di condividere una domanda rimasta a lungo in silenzio. C’è chi porta vissuti delicati legati a relazioni difficili, precarietà lavorativa, maternità rimandata o diritti negati. Molte arrivano per non sentirsi sole. Alcune restano, altre passano. Ma anche chi non si ferma lo fa perché ha trovato qualcosa che cercava.
L’8 marzo, per l’associazione, non è una ricorrenza da celebrare con eventi: è una pratica quotidiana. Per scelta, le volontarie scendono in piazza, ribadendo che il lavoro sui diritti e sull’autodeterminazione è continuo e non simbolico”.
Un osservatorio sulle trasformazioni sociali
“Dal loro punto di osservazione privilegiato, le volontarie intercettano bisogni che cambiano forma ma non sostanza. Se un tempo l’informazione era centrata sulla contraccezione, oggi si parla anche di congelamento degli ovuli, precarietà e difficoltà a programmare il futuro. Le riviste degli anni Settanta conservate in biblioteca raccontano battaglie che risuonano ancora attuali: aborto, salute, lavoro, violenza, diritti. La strada è ancora lunga.
Anche l’impegno volontario risente delle trasformazioni del lavoro: l’incertezza e i contratti a chiamata rendono più difficile programmare il tempo e garantire continuità. Eppure la biblioteca continua a essere un presidio vivo, attraversato ogni anno da centinaia di donne”.
Connessioni che attraversano il tempo
“In via Fiesolana si generano legami inattesi. Durante una mostra dell’artista fiorentina Luchadora dedicata alle donne della Resistenza, un’insegnante oggi residente in California ha riconosciuto in un’opera il volto di Gabriella Degli Esposti, partigiana emiliana, madre di due figli, catturata e uccisa dai nazifascisti nel 1944 per il suo impegno nella lotta di Liberazione.
Il progetto di Luchadora nasce proprio per restituire visibilità alle figure femminili della Resistenza, spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale, trasformando i loro volti in immagini potenti e contemporanee capaci di parlare alle nuove generazioni. Da quell’incontro è nata una nuova connessione tra donne, storie e geografie lontane: un riconoscimento improvviso che ha riattivato memoria e relazioni.
È questo il senso più profondo dello spazio di via Fiesolana 2b: mettere in relazione esperienze, memorie e visioni, collegando donne di tempi e luoghi diversi. L’obiettivo dell’associazione è continuare a far conoscere sempre più il patrimonio librario e archivistico, rafforzare i percorsi di formazione su lavoro e diritti e ampliare i gruppi di lettura femminista. Con un desiderio chiaro: che entrino sempre più donne, soprattutto quelle con storie complesse, in cerca di uno spazio di ascolto e consapevolezza”.

