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"Agri.Mazione": quando la terra diventa strumento di inclusione

Un progetto nato dal bando "Semi di Bene" di Cesvot e UniCredit restituisce dignità, autonomia e appartenenza a persone con disabilità e fragilità sociali attraverso l'agricoltura sociale.

Mani che lavorano la terra, semi che germogliano, manufatti in legno che prendono forma. Dietro queste immagini c'è molto di più di un'esperienza agricola: c'è un percorso di crescita personale, di conquista quotidiana di autonomia, di costruzione di legami. È quello che ha vissuto il gruppo di 13 persone con disabilità e fragilità sociali che tra gennaio e maggio 2026 ha partecipato al progetto "Agri.Mazione", realizzato dall'associazione L'Altra Città di Grosseto nell'ambito del bando "Semi di Bene", promosso da Cesvot con il sostegno di UniCredit.

Un podere come aula a cielo aperto

Le attività si sono svolte presso il podere di località Sant'Antonio, nel Comune di Campagnatico (GR), un contesto rurale pensato e strutturato per accogliere percorsi laboratoriali ed educativi all'aperto. Uno spazio che, nelle settimane del progetto, è diventato il luogo in cui un gruppo eterogeneo di persone — di età compresa tra i 20 e i 60 anni, individuate in collaborazione con il Comune di Grosseto, l'Azienda USL Toscana Sud Est, le comunità terapeutiche del territorio e i servizi scolastici — ha sperimentato per la prima volta, o riscoperto, il valore del fare con le proprie mani.

In totale sono state erogate 190 ore di attività laboratoriali, coordinate da un'équipe multidisciplinare composta da un coordinatore di progetto, due operatori sociali, un falegname esperto di laboratorio, due operatori agricoli e un giardiniere.

Quattro laboratori, un unico filo rosso

Il cuore del progetto è stato il laboratorio di agricoltura sociale, che ha accompagnato i partecipanti lungo l'intero ciclo produttivo: dalla preparazione del terreno alla semina, dalla cura delle colture stagionali alla raccolta degli ortaggi, fino alla conoscenza dei principi dell'agricoltura sostenibile. Accanto ad esso, il laboratorio di giardinaggio ha favorito l'acquisizione di abilità manuali e la capacità di pianificazione nella cura degli spazi verdi della struttura; il laboratorio di falegnameria ha coinvolto i beneficiari nella realizzazione e manutenzione di manufatti utili agli spazi agricoli, sviluppando concentrazione, precisione e collaborazione tra pari; infine, il laboratorio di cucina e trasformazione dei prodotti ha chiuso il cerchio, permettendo ai partecipanti di portare a tavola ciò che avevano coltivato, scoprendo il percorso che lega il campo all'alimento.

A rendere possibile la partecipazione di tutti è stato anche un servizio di trasporto dedicato: 38 viaggi, circa 1.824 chilometri percorsi, che non sono stati solo spostamenti logistici ma momenti quotidiani di socializzazione e preparazione alle attività della giornata.

Risultati che parlano di persone

Il monitoraggio continuo condotto dall'équipe, condiviso periodicamente con le famiglie e i servizi invianti, ha restituito un quadro di risultati significativi: maggiore autonomia nella gestione delle attività quotidiane, miglioramento delle competenze pratiche e manuali, rafforzamento dell'autostima e della fiducia nelle proprie capacità, consolidamento delle abilità relazionali e comunicative, ampliamento delle opportunità di inclusione sociale e di relazione con il territorio.

Un elemento particolarmente significativo, sottolineato nella relazione finale del progetto, è stata la continuità della presenza: i partecipanti hanno frequentato con costanza per tutta la durata del percorso, segno concreto di un coinvolgimento che è andato ben oltre l'adesione formale.

Un modello da consolidare

"Agri.Mazione" conferma come l'agricoltura sociale, quando è sostenuta da una progettazione attenta e da un lavoro di rete con i servizi territoriali, possa costituire uno strumento efficace di inclusione e promozione delle autonomie. Un modello che vale la pena continuare a sostenere — perché i benefici che produce, per le persone e per le comunità, tendono a durare ben oltre la chiusura del progetto.

"Il nostro obiettivo è senza dubbio proseguire su questa strada: l'idea alla base di ogni nostro progetto è fare cose che generino consapevolezza, diano potere di espressione e favoriscano la crescita. È un percorso in cui si impara facendo: l'aumento delle capacità pratiche e dell'autonomia serve proprio ad accompagnare i partecipanti verso successive opportunità di inserimento lavorativo. 

Un valore aggiunto fondamentale di questo bando è stato il meccanismo di raccolta fondi, capace di coinvolgere direttamente la comunità di Grosseto, stimolando l'attenzione del territorio e una condivisione più profonda: sentirsi parte attiva di una donazione significa anche imparare a donare. 

Il vero successo dell'iniziativa, però, risiede nella partecipazione: mi ha profondamente colpito il coinvolgimento attivo dei ragazzi e delle loro famiglie, la gioia concreta nel vivere i laboratori e la straordinaria serietà con cui i partecipanti hanno interpretato e affrontato ogni singolo compito" conclude Andrea Caldelli, presidente dell’associazione L'Altra Città Grosseto.

Album fotografico del progetto Agri.Mazione a questo link.

Foto L'Altra Città e Hassan Ali El Said Jasmine

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