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Dal 2007 il Cesvot ha sperimentato un nuovo percorso di formazione ed accompagnamento che ha chiamato “progettazione partecipata”: coniugare un'efficace formazione ad una pratica della progettazione “accompagnando” i volontari nella costruzione di progetti concreti.

All'interno dei tradizionali percorsi sulla progettazione (formazione in aula e fad) è stato attivato uno spazio formativo dove i volontari, dopo aver individuato alcune “idee progettuali”, hanno lavorato in piccoli gruppi per passare “dall'idea al progetto”. Accompagnati da esperti del settore, hanno avuto quindi la possibilità di sperimentare “sul campo” le conoscenze e le competenze acquisite nella formazione in aula, misurandosi con progettualità concrete.

I corsisti hanno individuato le idee progettuali in accordo con le proprie associazioni di provenienza e sulla base di alcuni aspetti qualificanti: analisi dei bisogni, radicamento sul territorio, concertazione con le istituzioni, innovazione, ruolo attivo dei volontari. Inoltre il lavoro in piccoli gruppi su progetti concreti ha permesso ai volontari di riscoprire il “gusto” della progettazione e di partecipare con passione e creatività portando ognuno il proprio vissuto associativo.

D'altra parte non è un caso che a partire dal 2007 i corsi di formazione alla progettazione “Dall'idea al progetto” organizzati da Cesvot abbiano modificato il loro nome chiamandosi “laboratori”, così da evidenziare anche dal punto di vista lessicale questa scelta metodologica.

Ad oggi, attraverso i laboratori, sono stati realizzati 18 progetti che hanno coinvolto vari territori (Livorno, Firenze, Prato, Pisa, Lucca, Empoli, ecc.) e oltre 70 associazioni, in gran parte di volontariato. I progetti hanno interessato varie tematiche: intercultura, anziani, disabili, adolescenti, beni culturali e ambientali. In alcuni casi, invece, temi trasversali: comunicazione, donazione, promozione, coinvolgimento e valorizzazione dei nuovi volontari. Numerosi potrebbero essere gli esempi da riportare, solo per esigenze di spazio ne citeremo tre.

Il progetto “Identità migranti” promosso da Cesdi (Livorno), Chiodo Fisso (Pisa), El Comedor Estudiantil Giordano Liva (Pisa), L'Aurora (Firenze) e Le Case (Firenze) che, con il partenariato di soggetti pubblici e privati, ha visto la realizzazione di un corso di formazione e di tre laboratori interculturali (a Livorno, Pisa e Firenze). Scopo del progetto sperimentare ed offrire nuove strategie e tecniche di ascolto e approccio alla multiculturalità.

A Prato un gruppo di associazioni (Luna e Sole, Senegalesi di Prato, Acs Camerun, Selam per il futuro, Isi e Donnehaiat), in collaborazione con la Provincia di Prato, ha animato nel periodo estivo uno spazio ludico-educativo, grazie al quale i bambini hanno giocato e riflettuto sul tema dell'intercultura progettando e realizzando un video.

Tutt'altro tema, invece, quello affrontato da Solidarietà Caritas e Insieme per la famiglia di Firenze che, con Auser Toscana e le Misericordia di Lastra a Signa e Lido di Camaiore, si sono cimentate in un percorso integrato di formazione ed accompagnamento sperimentando un nuovo approccio all'accoglienza e alla valorizzazione dei giovani volontari.

Tutti i progetti realizzati hanno mostrato come una progettazione veramente partecipata, a fronte di un maggior investimento in risorse umane e materiali, sia garanzia di risultati di sicura efficacia ed impatto sociale.

Il bando per partecipare ai nuovi laboratori “Dall'idea al progetto” scade l'11 febbraio. Sul sito di Cesvot sono disponibili il bando e i moduli di iscrizione.



Riccardo Andreini è responsabile del Settore Formazione e Progettazione di Cesvot.

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