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'Sede morale' di una associazione

Ultimo aggiornamento: 05/05/2026
Domanda: 

Sul sito web di una associazione è stato trovato il termine insolito di ‘sede morale’, distinto dall'indirizzo della sede legale e di quella operativa.
In una scheda descrittiva delle attività associative parrebbe essere stata la sede dove si è celebrata la vera e propria fondazione dell'associazione in presenza di un notaio.
Che cosa significa, in termini giuridici e pratici, la definizione ed ubicazione di una ‘sede morale’?

Risposta: 

E' frequente che negli atti costitutivi e statuti delle associazioni (e di enti del terzo settore) – soprattutto quelle di più antica costituzione e/o quelle aventi carattere scientifico-culturale - trovare elementi e clausole aventi valore ‘simbolico’, quindi atecnico, non rilevante, cioè, sul profilo giuridico.
Possiamo citare questi esempi: 
- ‘ente morale’ (giudizio etico sulle finalità perseguite di un ente senza scopo di lucro, che normalmente si associava al riconoscimento giuridico dello Stato o della Regione); 
- ‘presidente onorario’ (figura carismatica, storica o personaggio autorevole non dotato di nessun potere amministrativo o di rappresentanza dell'ente).
Anche, quindi, la sede morale può assumere valore evocativo – normalmente associato ad un luogo fisico prestigioso sotto il profilo storico, culturale o naturalistico – che lo statuto dell'associazione intende mettere in evidenza per i soci e i terzi, in modo da far risaltare l'importanza dell'associazione.
Riteniamo, quindi, che questa qualifica ‘morale' della sede abbia valore essenzialmente sul piano comunicativo.
Naturalmente, anche questa figura, può avere una rilevanza pratica. Ad esempio per l'organizzazione di eventi, l'affissione di targhe, ecc.

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