Come possono essere riconosciute le competenze dei volontari?
Con il decreto del 31 luglio 2025 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con i Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Pubblica Amministrazione, ha definito i criteri per il riconoscimento delle competenze acquisite nello svolgimento di attività o percorsi di volontariato.
L’obiettivo è promuovere il volontariato, soprattutto tra i giovani, come esperienza di apprendimento non formale utile alla crescita personale e alla spendibilità delle competenze nei contesti formativi e lavorativi.
Il provvedimento attua l’articolo 19 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) e si collega al quadro generale del Sistema nazionale di certificazione delle competenze (D.Lgs. 13/2013).
Le competenze possono essere individuate e certificate su richiesta della persona o su iniziativa degli enti del Terzo settore titolati ai sensi del D.M. 9 luglio 2024. Per l’attivazione del processo di riconoscimento il decreto prevede una durata minima di 60 ore da svolgersi in 12 mesi e processi strutturati di documentazione e verifica.
Gli ETS potranno operare anche in collaborazione con i Centri duali nazionali per lo sviluppo delle competenze professionali (luoghi di formazione alternanza scuola-lavoro implementato a livello regionale attraverso una rete di istituzioni formative e imprese), rafforzando la rete territoriale e il supporto operativo.
Le attestazioni rilasciate – in conformità al principio di portabilità delle competenze - possano essere riconosciute nei:
- percorsi scolastici, formativi e universitari;
- concorsi pubblici;
- processi di selezione del personale.

