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Alternanza scuola lavoro

Domanda: 

1. Cosa si intende con “soggetto ospitante” nel rapporto tra scuole e enti del terzo settore?

2. Quali sono i vincoli che un ente del Terzo settore deve rispettare per poter ospitare studenti in alternanza?

3. Quali sono le procedure necessarie per avviare un percorso di ASL? Quali i documenti da compilare e a firma di chi?

4. Chi è nel soggetto ospitante il “Responsabile” del progetto formativo che firma i documenti?

5. Chi sono i tutor scolastici e che cosa fanno?

6. Chi sono i tutor esterni e che cosa fanno?

7. Quali sono i benefici per i soggetti che ospitano lo studente?

8. Qual è la configurazione giuridica dei giovani in alternanza?

9. Se l’attività di alternanza si protrae per l’intera giornata occorre prevedere il pranzo? Chi sostiene i relativi costi?

10. Quali forme di assicurazione occorre stipulare?

11. Chi provvede alla formazione per la sicurezza degli studenti in alternanza scuola-lavoro?

12. Chi valuta le attività e le competenze che il giovane ha svolto/acquisito durante l’esperienza di alternanza scuola-lavoro?

13. E’ necessario registrare le presenze degli alunni?

14. Cosa accade in caso di comportamenti non idonei da parte degli alunni?

15. E’ possibile registrare, fotografare, documentare le attività svolte durante l’alternanza scuola lavoro?

16. E’ previsto un compenso per i tutor esterni?

17. E’ possibile effettuare attività di alternanza in fasce orarie notturne?

18. L’eventuale utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) è carico della scuola o dell’Ente ospitante?

Risposta: 

1. La normativa corrente (richiamata nella Guida Operativa Miur sull’Alternanza Scuola Lavoro e nei successivi Chiarimenti Interpretativi Miur sull’Alternanza Scuola Lavoro) utilizza usualmente il termine “struttura” o “soggetto” ospitante per intendere l’azienda, l’impresa, l’associazione, l’organizzazione di volontariato che si rende disponibile ad accogliere gli studenti. In questo documento utilizzeremo la denominazione “soggetto ospitante” che ci sembra idonea ad indicare la multiforme tipologia di struttura che può essere espressa nel contesto Terzo Settore. In ogni caso la “struttura ospitante è l’ambiente di apprendimento dove lo studente sviluppa nuove competenze, consolida quelle acquisite a scuola e acquisisce la cultura del lavoro attraverso l’esperienza”.

2. Per ospitare studenti in alternanza scuola lavoro (ASL), il soggetto ospitante deve:

  • disporre di spazi adeguati all’esercizio delle attività garantendo il superamento o l’abbattimento delle eventuali barriere architettoniche in caso di studenti con disabilità;
  • disporre di attrezzature in regola con le norme vigenti in materia di verifica e collaudo tecnico, idonee all’esercizio delle attività di alternanza;
  • disporre di competenze professionali per la realizzazione delle attività di ASL garantendo la presenza di un tutor, anche esterno alla propria struttura.

3. Il documento più importante da sottoscrivere è la convenzione, per la quale si dovrà utilizzare il format preimpostato da Miur, con le eventuali modifiche e integrazioni da condividere con la scuola. La convenzione deve essere firmata dal dirigente scolastico e dal rappresentante legale del soggetto ospitante. La scuola provvede a definire il patto formativo che, condiviso dal soggetto ospitante, sarà sottoscritto dal genitore dell’alunno minorenne e dall’alunno stesso (il patto formativo contiene anche i diritti e i doveri dello studente in alternanza). Il tutor esterno provvede inoltre a compilare e a firmare i fogli di presenza da consegnare alla scuola al termine delle attività, congiuntamente alle schede di valutazione, egualmente compilate e firmate per ciascuno studente. Alla scuola spetta invece l’onere della certificazione delle attività.

4. Il rappresentante legale firma la convenzione con la scuola.

5. Come previsto dalla Guida Operativa Miur per l’Alternanza Scuola Lavoro, esistono due tipologie di tutor: il tutor scolastico e il tutor esterno. Entrambi hanno il compito di affiancare lo studente in Alternanza: il tutor scolastico lo fa in termini più generali, quello esterno seguendo lo studente all’interno delle attività del soggetto ospitante. I tutor si occupano di co-progettare il piano formativo (definendone finalità, modalità e obiettivi), supportare il percorso didattico dello studente e rilevare congiuntamente gli esiti di apprendimento previsti in sede di progettazione. Il tutor scolastico assiste e guida gli studenti nel loro percorso: conosce la struttura ospitante ed è in contatto continuo con il tutor esterno per definire e dettagliare le modalità di collaborazione.

6. Il tutor esterno può essere un dipendente dell’azienda/soggetto ospitante o anche un collaboratore esterno, e segue le attività degli studenti in alternanza. Il tutor esterno ha il compito di guidare gli studenti in alternanza, accompagnandoli nel loro inserimento progressivo all’interno della struttura e dell’esperienza di apprendimento; fornisce loro informazioni dettagliate sull’organizzazione, sulle attività, sulle mansioni da svolgere, sulle condizioni di sicurezza del luogo di lavoro; vigila sugli studenti e li supporta in caso di necessità; osserva i loro progressi, supportandoli, e valuta l’esito degli apprendimenti in termini qualitativi, sulla base di una scheda strutturata. Il tutor esterno (anche detto “aziendale”) deve redigere un report finale sull’attività dello studente e sull’efficacia del percorso. Tutor scolastico e tutor esterno devono collaborare in modo stretto per garantire le condizioni organizzative e didattiche più favorevoli per i percorsi, intervenire in caso di problemi, e verificare i risultati.

7. L’ASL dà al soggetto ospitante una maggiore visibilità all’interno del territorio, ne promuove il ruolo sociale e la funzione formativa facendosi conoscere dagli studenti, dagli insegnanti, e dalle famiglie. Il soggetto ospitante si rende co-protagonista, insieme alle scuole, di un processo di innovazione della stessa nozione di apprendimento. L’ASL per un soggetto ospitante/azienda/associazione è anche un’occasione per far conoscere i propri prodotti, il proprio modello di organizzazione del lavoro, la propria mission.

8. La configurazione giuridica dello studente in alternanza, nel momento in cui entra nel soggetto ospitante, è equiparata a quella del lavoratore in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Non viene tuttavia a costituirsi alcun rapporto di lavoro.

9. Il soggetto ospitante non è tenuto a predisporre il pranzo per gli studenti che potranno o tornare a casa come gli altri dipendenti oppure fruire della mensa aziendale alle condizioni previste nella convenzione, e con copertura assicurativa a carico della scuola di appartenenza. Tali condizioni organizzative vanno precisate nel piano delle attività, condivise con la scuola e con i genitori degli studenti minorenni.

10. L’obbligo di garantire la copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL, e per la responsabilità civile verso terzi presso un’idonea compagnia d’assicurazione, ricade sull’istituto scolastico (le scuole possono a tal fine attingere ai fondi destinati all’alternanza scuola lavoro). La copertura deve riguardare anche le attività svolte dallo studente fuori dal soggetto ospitante, ma rientranti comunque nel patto formativo. L’ente ospitante chiederà precisazioni alla scuola circa la stipula della copertura assicurativa ed il numero di polizza. In caso di infortunio, l’ente ospitante deve immediatamente informare la scuola che provvederà ad effettuare la denuncia all’INAIL (necessario però trasmettere anche una dettagliata relazione del tutor aziendale).

11. Si deve fare una distinzione tra formazione specifica e formazione generale. La prima eè di competenza del soggetto ospitante, la seconda della scuola. Attualmente esiste una piattaforma di formazione predisposta dall’INAIL che consente alle scuole di erogare la formazione generale in modo gratuito e certificato. Il soggetto ospitante deve garantire che gli studenti siano adeguatamente informati e formati sui rischi esistenti negli ambienti di lavoro e sulle misure e procedure di prevenzione e protezione. La formazione specifica ha infatti l’obiettivo di trasmettere adeguate conoscenze dei rischi specifici nelle differenti realtà aziendali. La formazione generale in materia di sicurezza sul lavoro è invece affidata interamente alle scuole. Prima dell’inizio dell’attività, il Dirigente Scolastico o un suo delegato chiederanno di visitare gli ambienti ove si svolgerà l’alternanza scuola-lavoro, per verificarne le condizioni di sicurezza e tutela dei lavoratori. Il soggetto ospitante è tenuto a garantire tale sopralluogo preventivo. Sarà compilata una scheda di valutazione dei rischi dell’ambiente ove si svolgeranno le attività di alternanza.

12. Il tutor scolastico e quello esterno, già responsabili della co-progettazione delle attività, ne seguono lo svolgimento e dopo il loro completamente ne effettuano la co-valutazione compilando una scheda (report) di valutazione. Essi assegnano congiuntamente un punteggio ai vari indicatori di valutazione già concordati da scuola e soggetto ospitante e riportati nel Patto Formativo. La valutazione permette di rilevare le competenze conseguite dallo studente durante il percorso e viene effettuata al termine di ogni periodo trascorso in azienda/associazione/ente o di ogni sessione formativa. La certificazione delle attività spetta, invece, alla scuola sulla base delle attività effettivamente svolte e dei risultati.

13. Assolutamente sì e con la massima precisione. Durante l’attività di alternanza, la vigilanza sui minori ricade sulle figure dei tutor esterni. Pertanto è indispensabile registrare le presenze con apposito foglio firme che riporti data, orario di ingresso e di uscita, tipologia dell’attività svolta. I fogli firme devono essere poi consegnati alla scuola. Per nessuna ragione gli studenti possono allontanarsi dal luogo dell’attività, senza la necessaria autorizzazione. In caso di dubbi, contattare sempre la scuola prima di concedere l’allontanamento dell’alunno. Si ricorda inoltre che per gli studenti è obbligatorio frequentare almeno il 75% del monte ore complessivo di attività di alternanza previsto nell’arco del triennio della scuola secondaria superiore (200 ore per gli indirizzi liceali e 400 ore per gli indirizzi tecnici e professionali). E’ compito del tutor esterno informare la scuola delle assenze di ciascun alunno, soprattutto se ripetute, come pure altre criticità che possano compromettere il buon esito del percorso formativo.

14. Eventuali inadempienze o comportamenti scorretti vanno immediatamente comunicati alla scuola che provvederà, se opportuno, a sanzionare i fatti riportati. Nel patto formativo che viene sottoscritto dallo studente e dagli esercenti la potestà genitoriale, viene chiaramente esplicitato l’obbligo del rispetto delle regole di buona condotta previste dal Regolamento d’Istituto della Scuola. Come precisato dal Miur: “Per queste o per altre ragioni, la struttura ospitante ha facoltà di interrompere il percorso di alternanza, anche limitatamente al singolo studente inadempiente agli obblighi assunti con il Patto formativo, ferma restando la possibilità di applicare il Regolamento di Istituto o lo Statuto delle studentesse e degli studenti ai fini dell’irrogazione di sanzioni disciplinari a carico dello studente”.

15. Solo a condizione di avvenuta concessione della liberatoria da parte degli esercenti la potestà genitoriale. Si consiglia di concordare tale procedura con la scuola, prima dell’inizio delle attività.

16. No, non è possibile pagare i tutor esterni (ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del d.lgs. 77/2005); tuttavia le scuole possono sostenere spese di gestione relative allo svolgimento delle attività di alternanza, da erogare eventualmente ai soggetti ospitanti. Inoltre, le scuole hanno facoltà di utilizzare le risorse messe a disposizione dalla legge 107/2015 e dal Miur per retribuire le prestazioni di esperti esterni, nel caso non vi sia la disponibilità di professionalità all’interno della scuola. Per fare questo è tuttavia necessario ricorrere a procedure di evidenza pubblica. Come precisato dai chiarimenti ministeriali “Nulla osta al fatto che la qualifica di esperto esterno sia rivestita dal tutor formativo esterno. In tal caso, tuttavia, l’esperto può essere retribuito solo se si tratta di attività non inerenti al suo ruolo di tutor esterno, per le quali non è prevista alcuna retribuzione, ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del d.lgs. 77/2005”.

17. No, il Miur ha chiarito che non è possibile.

18. La fornitura di tali attrezzature ricade sul soggetto ospitante, salvo diverse disposizioni da precisare nella convenzione scuola-ente.

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