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30 maggio-3 giugno 2011, I rom in Toscana

Intervista a Nicola Solimano, direttore della Fondazione Michelucci

Sono oltre 11 milioni i Rom in Europa, secondo la recente stima del Consiglio d'Europa, ovvero il 5% della popolazione. In Italia sarebbero 170-180mila.
Secondo i dati dell'Ispo del 2008 si stima che nel nostro Paese più del 60% dei rom insediati nei campi sia un italiano regolare e stanziale.
Ma scarso rimane l'interesse verso progetti di integrazione, vige ancora la logica dell'emergenza, si chiudono i campi abusivi e gli sgomberi spesso violano i diritti dei rom, che già vivono in condizioni socio-economiche e di salute precarie.
In Toscana, secondo il monitoraggio del 2010 condotto dall'Osservatorio progettuale sugli insediamenti rom e sinti promosso dalla Fondazione Michelucci in collaborazione con la Regione Toscana, in tutta la regione si registrano 1233 presenze in insediamenti ufficiali o riconosciuti, 493 nei villaggi, 403 nelle aree private, mentre 557 in insediamenti non autorizzati. L'Osservatorio, oltre a raccogliere dati, si occupa di elaborare proposte innovative sul piano degli interventi.

Abbiamo chiesto a Nicola Solimano, direttore della Fondazione, di descriverci i principali interventi sperimentali realizzati sul territorio.

I rom sono spesso considerati come portatori di degrado e insicurezza. Secondo lei, in che modo si possono arginare comportamenti di rifiuto e di intolleranza nei loro confronti?

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