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Parla Claudio Machetti, coordinatore del progetto Cesvot - Arci Toscana

Cesvot e Arci Toscana hanno avviato un progetto di sostegno alle associazioni di volontariato toscane che si occupano di volontariato internazionale. Perché si è pensato alle associazioni di volontariato, quando il mondo della solidarietà internazionale è fatto soprattutto di Ong ed enti governativi?

L’idea nasce a seguito della ricerca “Volontariato senza frontiere” realizzata da Cesvot in collaborazione con l’Università di Siena. Leggendo la ricerca il primo dato che emerge in maniera evidente è che l’attività di solidarietà internazionale vive una forte divaricazione tra le attività proposte dalle cosiddette “organizzazioni non governative”, quasi sempre ben organizzate sia in fase di progettazione che nell’esecuzione dei progetti, e quelle proposte dalle associazioni di volontariato internazionale che spesso sono legate ad un progetto specifico, tendenzialmente meno attrezzate e per questo più bisognose di servizi. Il senso del progetto è proprio questo, fornire servizi specifici alle associazioni di volontariato toscane, soprattutto alle piccole e meno organizzate che operano nel settore della solidarietà internazionale.

Una delle prime attività del progetto è stata quella di mappare le associazioni. Cosa è emerso da questa mappatura?

La mappatura delle associazioni è stata molto complessa, abbiamo incrociato diversi elenchi e abbiamo contattato molte associazioni direttamente per capirne l’effettiva attività perché in questo settore si registra una certa “volatilità”. Dal punto di vista numerico abbiamo rilevato almeno 211 associazioni di volontariato che in Toscana svolgono attività di solidarietà internazionale. Il panorama delle organizzazioni è molto variegato: si passa da associazioni molto strutturate in grado di intervenire direttamente anche in paesi difficili e in condizioni di emergenza, ad altre che fanno campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi prevalentemente sul territorio di riferimento, ad altre ancora che nascono legate ad un progetto o ad un sostegno a chi già opera in luoghi difficili del mondo.

CarreteraQuali altre attività e servizi prevede il progetto?

Il progetto ha una serie di obiettivi molto pratici, prima di tutto fornire servizi specifici alle associazioni che operano in questo settore, oltre quelli che già  fornisce il Cesvot. Penso ad esempio alla difficoltà di accesso ai bandi per il reperimento delle risorse o alle difficoltà di gestione di progetti, anche piccoli, realizzati in paesi complessi. Il nostro intervento sta supportando le associazioni anche nella progettazione e nella valutazione dei progetti.

Diamo alcune indicazioni operative a chi ci legge. Se un’associazione toscana volesse accedere ai servizi cosa deve fare?

Come ho cercato di dire precedentemente la nostra idea è molto semplice vorremmo essere un punto di riferimento per tutte le associazioni che svolgono attività di volontariato internazionale, in particolare quelle più piccole. Il nostro intento non è quello di creare un nuovo soggetto di coordinamento o di rappresentanza ma esclusivamente quello di fornire servizi per migliorare l’efficacia delle attività delle associazioni. Siamo al servizio di chi ha necessità di avere aiuti specifici per la partecipazione a bandi, per elaborare progetti, ma anche di chi ha bisogno di attività di tutoring o qualsiasi altra necessità riguardante le attività di volontariato internazionale. Per avere un primo contatto un’associazione può scrivere a internazionali.toscana@arci.it oppure a reti@cesvot.it.

Un’ultima domanda. Proprio in questi giorni il Governo ha approvato, dopo oltre 20 anni di discussione, una proposta di legge per riformare la cooperazione internazionale. Che ne pensa?

La nuova legge sulla cooperazione era un atto non più rinviabile. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri può essere una buona base di lavoro ma andrà fortemente integrato e modificato, il cambiamento rispetto all’attuale situazione dovrà essere meno formale e più sostanziale. Quanto discusso nel Forum di Milano, oltre un anno fa, è il patrimonio da cui partire per affrontare il dibattito parlamentare. Dobbiamo, infatti, ottenere una legge che riesca a sostenere le organizzazioni sociali nel loro tentativo di affermare i valori etici della cooperazione comunitaria e della cittadinanza attiva.

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