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Firenze è la seconda città d’Italia per numero di strutture museali e visitatori. Approfondimento su numeri e storie.

La Toscana spicca nelle recenti rilevazioni di Istat per l’aumento del numero dei visitatori nelle strutture museali, e in particolare, per una metodologia delle pratiche di abbattimento delle barriere per le persone disabili, tra le più sviluppate a livello nazionale.

L’Italia dei musei

Cosa raccontano i dati nazionali del report L’Italia dei musei 2018 di Istat? Nel 2018, l’Italia vanta 4.908 strutture museali, un patrimonio diffuso su tutto il territorio. La maggior parte sono musei, gallerie o raccolte di collezioni (3.882), monumenti e complessi  monumentali (630), aree e parchi archeologici (327) e strutture ecomuseali (69). Tra musei, aree archeologiche e monumenti la Toscana è al primo posto tra le Regioni con la più alta concentrazione di strutture (553), seguita da Emilia-Romagna (454) e Lombardia (433) con Firenze al secondo posto tra le prime 10 città con il maggior numero di testimonianze della ricchezza storico-culturale, architettonica e archeologica dell’Italia (69) subito dopo Roma (121). In particolare la Toscana conta musei e gallerie (76,1%), aree e parchi archeologici (4,5%), monumenti e complessi monumentali (17,5%), ecomusei (1,8%). I visitatori in tutta Italia sono in forte crescita, quasi dieci milioni in più rispetto al 2017: oltre 128 milioni di persone (di cui 58,6 stranieri). Le prime 10 città italiane con la maggiore concentrazione di visitatori (il 55,5%) sono nell’ordine: Roma, Firenze, Napoli, Venezia, Milano, Torino, Pisa, Pompei, Siena e Verona. Firenze offre soprattutto musei di arte antica e medioevale, monumenti di interesse storico e artistico, e importanti edifici e complessi monumentali a carattere religioso.

Le criticità: digitalizzazione e accessibilità

Tra i punti più critici nel report pubblicato da Istat ci sono ancora le disuguaglianze nella diffusione e promozione del processo di digitalizzazione a accessibilità del patrimonio museale nazionale. Sono infatti solo il 10% le strutture che dispongono di un catalogo scientifico digitale del proprio patrimonio. Tra questi spiccano i musei di arte antica (23%), di storia e di scienze naturale (16%) che più di altri hanno raccolto su supporto digitale le opere e i beni posseduti. Solo un museo su dieci (10,4%) ha effettuato la catalogazione digitale del patrimonio posseduto e circa un terzo (37,4%) ha effettuato un completo processo di digitalizzazione. L’accessibilità si misura dal punto di vista fisico e cognitivo e anche su questo punto numerose strutture espositive presentano ancora barriere fisiche e sensoriali: solo la metà (53%) è attrezzata con rampe, bagni ed elevatori per le persone con ridotta capacità motoria e poco più di una su dieci (12%) offre percorsi tattili e materiali informativi sensoriali per ipovedenti e non vedenti. La Toscana non è menzionata tra le prime quattro Regioni adeguatamente attrezzate per garantire accessibilità e fruibilità. La ricerca indica che solo la metà dei musei italiani (il 53%) è adeguatamente attrezzata e che la maggior parte di questi sono presenti in Umbria (64,2%), Emilia-Romagna (61,8%), Lombardia e Lazio (entrambe 60,7%). La Toscana viene menzionata in particolare per la disponibilità dei musei di assistenza specializzata per le persone disabili (33,5%), insieme ai musei della provincia di Bolzano (39,6%), nonché quelli di Emilia-Romagna (36,9%), Lombardia (34,5%).

La nostra Regione è segnalata dall’e-book Istat Conoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e istituzioni per il successo e la continuità delle iniziative dedicate all’abbattimento delle barriere cognitive e intellettive su cui invece a livello nazionale restano ancora molte criticità. Secondo i dati Istat 2017 le persone con gravità delle limitazioni nelle attività abitualmente svolte si suddividono per limitazioni gravi (5,1%), limitazioni non gravi (16%), senza limitazioni (73,6%), non indicato (5,3%).

L’accessibilità in Toscana

I dati del Terzo Rapporto sulla disabilità in Toscana fanno riferimento ad alcuni dei più importanti progetti sviluppati a livello regionale per l’inclusione delle persone disabili nelle strutture museali. Musei toscani per l’alzheimer è un progetto, avviato già da alcuni anni, che si rivolge alle persone affette da morbo di Alzheimer o demenze gravi e ai loro caregiver, offrendo la possibilità di fruire dell’offerta culturale di molti musei toscani in un ambiente privo di barriere sia architettoniche che cognitive. Nel 2013-14 è stato formato sul tema il primo gruppo di musei toscani interessato dal progetto, comprendente quelli situati nei comuni di Montevarchi (Arezzo), Firenze, Castelfiorentino, Livorno, Pisa, Calci, Pistoia, Prato, Vernio e Cetona (Siena). Questo primo gruppo si è allargato nel 2016 con altri musei dell’Empolese Valdelsa. Nel 2017 la Regione Toscana ha finanziato la formazione di ulteriori otto musei del territorio senese e di uno del grossetano. I progetti in Toscana spaziano da attività frutto di collaborazione tra reti museali come per il caso del progetto Welcome, fino alla mappatura online di Firenze Superabile, recente progetto, realizzato attraverso una campagna crowdfunding da Handy Superabile onlus e Associazione Culturale Prisma, che ha identificato tutti i luoghi che permettono di usufruire di un’esperienza di turismo accessibile sul territorio fiorentino. Come l’innovazione sia sempre più al centro delle nuove sperimentazioni di accessibilità è dimostrato da un progetto recentemente presentato a Siena dove il Museo di Santa Maria della Scala è il primo al mondo dotato di BrainControl Avatar, un servizio unico di accesso agli spazi espositivi dedicati alle persone con difficoltà motorie. L’avatar potrà essere pilotato dagli utenti in remoto con la possibilità di osservare in autonomia gli oggetti e provare diverse modalità di interazione, grazie all’integrazione di diversi tipi di dispositivi, dai puntatori oculari, ai simulatori di mouse, fino alle modalità di Brain Computer Interface che agiscono interpretando e classificando  le onde cerebrali generate dal movimento immaginato.

La testimonianza di un’utente museale cieca

Marika Riggio è cieca, ha 26 anni e vive a Firenze. Appassionata da sempre del mondo della cultura è molto attenta a quello che il mondo museale offre sul fronte dell’accessibilità su cui ha molte esperienze da condividere.

Marika ha visitato tanti musei in Italia ma considera che la Toscana sia effettivamente più avanti nella sensibilità e preparazione dei musei e degli operatori musicali. “A Firenze ho visitato la maggior parte dei musei, e per me La Galleria degli Uffizi ha rappresentato un’esperienza eccellente di visita accessibile. Ho usufruito di un accompagnatore dedicato che con il suo racconto mi ha aiutato ancora di più ad avere un’esperienza immersiva. Agli accompagnatori viene data una mappa dedicata al percorso accessibile che comprende bassorilievi che riproducono quadri, indimenticabile la Venere del Botticelli, e statue possibili da toccare con dei guanti”, spiega Marika.

I quadri sono solitamente più difficili da trovare in forma di bassorilievo da esplorare con il tatto e gli elementi che permettono di usufruire di una visita appagante sono spesso legati alla componente più umana e di formazione nel caso di questa particolare testimonianza. “Al Museo del Bargello ho trovato molte statue da toccare, a Palazzo Vecchio le dispense da leggere in braille e per gli ipovedenti, mentre a Palazzo Davanzati sono andata usufruendo di una guida per una speciale giornata, dove ai materiali tattili ho potuto addirittura aggiungere quelli olfattivi, per cui visitando l’ambiente di una cucina, per quella speciale occasione, era associato il profumo delle erbe e delle spezie che si collegavano al racconto dei nostri accompagnatori”.

Tra gli aspetti da implementare sempre più sicuramente quelli della formazione e della continuità per la programmazione di speciali visite di approfondimento dedicate al mondo dell’accessibilità sensoriale. “Per ciechi e ipovedenti sarebbe importante avere sempre a disposizione delle audioguide che vadano nei dettagli non solo di contesto storico, ma che raccontino anche i tipi di spazi che stiamo attraversando. Una grande differenza spesso la fanno gli accompagnatori al tuo fianco, e a Firenze ne ho sempre trovati di estremamente preparati. I materiali tattili uniti al racconto dal vivo delle persone sono gli elementi che per me rendono le visite al museo più coinvolgenti”.

In alto foto di Luca Zampini, progetto Fiaf Csvnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano".

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