Scelte rapide: Contenuto | Menù di sezione
23-27 gennaio 2012, Dissesto idrogeologico e tutela del territorioIntervista a Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana
Sono oltre 6.000 i Comuni italiani con zone ad alta criticità idrogeologica, l'82% presenta abitazioni in aree ad alto rischio. Secondo "Ecosistema Rischio 2010", lo studio realizzato dal Dipartimento della Protezione civile e da Legambiente, dal 1900 ad oggi in Italia si contano 10mila vittime a causa dei dissesti idrogeologici e 480 mila fenomeni franosi. Ogni anno vengono consumati oltre 500 km2 di territorio.
In Toscana sono 280 i comuni a rischio frane o alluvioni, il 98% del totale. I capoluoghi più esposti Firenze, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Prato e Pistoia. E poco più della metà dei Comuni presenta sistemi di monitoraggio per l'allerta tempestiva in caso di pericolo.
Il volontariato toscano si impegna non soltanto offrendo supporto nelle situazioni di emergenza, ma anche monitorando il territorio, affiancando e sollecitando le istituzioni. È quanto ha fatto di recente Legambiente Toscana, dimostrando vitalità e consapevolezza, con una lettera indirizzata alle Regioni Toscana e Liguria colpite dalle ultime alluvioni in cui sollecita una politica del buonsenso contro alibi e luoghi comuni.
Abbiamo chiesto a Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, quali sono le priorità di intervento per ridurre realmente il rischio di nuovi e più gravi dissesti idrogeologici.
Purtroppo continuiamo ad essere testimoni di catastrofi che potrebbero in realtà essere scongiurate. È proprio di questi giorni il tragico naufragio della nave da crociera Concordia all'isola del Giglio. Quale è la vostra posizione rispetto a quanto accaduto e più in generale rispetto alla presenza di grosse imbarcazioni anche in zone protette?
Ascolta la trasmissione [Mp3-4 MB]>>