Scelte rapide: Contenuto | Menù di sezione
Iscrizione al registro del volontariato di una Pro LocoUna Pro Loco iscritta all'Unpli può diventare Onlus? Se non fosse possibile, quali sono gli adempimenti fiscali da rispettare?
E' molto difficile (almeno in Toscana) che una Pro Loco acquisisca la qualifica di ‘organizzazione di volontariato' (ai sensi della L. n. 266/1991) – e, quindi, in via automatica quella di ‘Onlus' (ai sensi del co. 8, art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997) poiché, in considerazione della natura, finalità ed attività proprie delle Pro Loco, i funzionari provinciali addetti ai registri tendono ad iscriverle nel registro regionale delle ‘associazioni di promozione sociale' (ai sensi della L. n. 383/2000).
Potrebbero tuttavia divenire Onlus ("per scelta") se presentano una istanza alla Direzione Regionale delle Entrate e riescano a dimostrare (prima formalmente e poi nella sostanza) che esercitano - ai sensi del co. 1, art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997 - attività istituzionali solo in alcuni settori (sono previste anche attività direttamente connesse), fra i quali:
- tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico;
- tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente;
- promozione della cultura e dell'arte diretta ad arrecare benefici a persone svantaggiate.
Comunque, esistono Pro Loco - come quella, ad esempio, di Melegano (Mi) - che hanno acquisito legittimamente la qualifica fiscale di Onlus e sono iscritte sia all'Unpli (Unione Naizonale Pro Loco Italia) che ai registri regionali delle Pro Loco.
Per gli adempimenti fiscali, possiamo genericamente dire che sorgono – e normalmente vengono risolti nell'ambito del regime fiscale forfetario previsto dalla specifica L. n. 398/1991 (vantaggiosa sia sotto il profilo Ires che Iva) – solo se la Pro Loco in questione svolge una effettiva attività commerciale (es: mostre, cene, sagre, spettacoli, ….).
Nuova Raccolta normativa commentata
"Leggi Fiscali e Volontariato"
/usr_view.php/ID=674